Introduzione
Silicone liquido (LSR) ha rivoluzionato la creazione di stampi, offrendo una fedeltà senza pari nella riproduzione dei dettagli, un'eccezionale stabilità termica (fino a 250°C) e la durata necessaria per centinaia di cicli di colata. È il materiale fondamentale per applicazioni che vanno dalla replica di gioielli e sculture intricate alla produzione di stampi per cioccolato in grado di entrare a contatto con alimenti e alla colata di resine ad alta temperatura.
Tuttavia, il percorso dal silicone liquido allo stampo perfetto è pieno di potenziali insidie. Problemi come microbolle che offuscano i dettagli fini, indurimento incompleto che porta a superfici appiccicose o rottura precoce dello stampo possono bloccare la produzione, sprecare materiali preziosi e compromettere le tempistiche del progetto. Questi problemi derivano spesso non dal materiale stesso, ma da lacune nella comprensione del processo.
Questa guida va oltre i semplici consigli superficiali, analizzando a fondo le cause radicate e le soluzioni professionali relative alle cinque sfide più persistenti nella realizzazione di stampi in LSR. Dominando questi principi, è possibile produrre costantemente stampi di qualità professionale che migliorano l'efficienza produttiva e la qualità del prodotto finale.
1. Eccesso di bolle d'aria nello stampo
L'aria intrappolata è il nemico più comune della trasparenza ottica e della perfezione superficiale, manifestandosi come vuoti antiestetici che possono oscurare dettagli fini e creare punti deboli nella struttura dello stampo.
Analisi della causa radice:
- Intrappolamento meccanico: Mescolanza vigorosa o impropria (sbattendo invece che piegando) introduce milioni di microbolle.
- Degassificazione del substrato: I modelli maestri porosi (ad esempio stampe 3D, legno, gesso) contengono aria che viene spostata dalla siliconica, risalendo nella miscela.
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Sconfinamento di viscosità: L'utilizzo di una siliconica troppo viscosa per la geometria impedisce all'aria di risalire in superficie prima della gelificazione.
Soluzioni e Tecniche Professionali:
- Versamento in due fasi e rivestimento a pennello: Per modelli maestri particolarmente dettagliati, preparare innanzitutto un piccolo quantitativo di siliconica a viscosità molto bassa (ad esempio 3.000 mPa·s). Applicare uno strato sottile sul modello a pennello o per spruzzo, assicurandosi che penetri in ogni interstizio ed espelli l'aria. Questo "strato di dettaglio" può essere parzialmente gelificato prima di versare la siliconica più spessa per il riempimento principale.
- Degasificazione sotto vuoto controllato: Semplicemente posizionare il silicone misto in una camera a vuoto non è sufficiente. La chiave è ridurre gradualmente la pressione per permettere alle bolle di espandersi e risalire senza causare un'eccessiva ebollizione della miscela. Mantenere il vuoto completo (tipicamente -29 inHg) fino a quando il flusso di bolle non cessa, il che può richiedere da 2 a 5 minuti a seconda del volume.
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Versamento strategico: Versare da un'altezza considerevole in un singolo punto basso della cassa di contenimento. Questo crea un flusso sottile e continuo che si allunga e fa scoppiare le bolle durante la caduta. Lasciare scorrere naturalmente il silicone sul modello; non versarlo direttamente su aree complesse.

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2. Indurimento Incompleto o Tempo di Cura Significativamente Prolungato
Quando la silicone rimane appiccicosa o non indurisce in alcune zone, si tratta spesso di un problema chimico piuttosto che di miscelazione. Questo è particolarmente critico con le siliconi al platino, apprezzate per l'assenza di ritiro e la sicurezza alimentare.
Analisi delle cause profonde:
- Inibitori chimici: Lo zolfo (in alcuni tipi di argilla e gomme), lo stagno (da altri prodotti RTV), le ammine (negli indurenti per resine epossidiche, in alcune vernici) e alcune plastiche (PVC, PET) possono avvelenare il catalizzatore al platino, interrompendo la reazione sulla superficie di contatto.
- Fattori ambientali: Temperature inferiori a 20°C rallentano drasticamente la cinetica della reazione, mentre un'elevata umidità può interferire con i sistemi a indurimento per condensazione (a base di stagno).
Soluzioni e Tecniche Professionali:
1. Test della Barriera Isolante: Se sospetti che il tuo modello originale contenga inibitori, applica un rivestimento barriera universale. Le opzioni includono:
- Sigillanti Acrilici in Spray (più mani leggere)
- Gommalacca (per materiali organici)
- Primer resistente agli inibitori specializzato
- Attendere che la barriera indurisca completamente (24+ ore) prima di procedere alla realizzazione dello stampo.
2. Selezione del materiale come soluzione: Per modelli particolarmente problematici (ad esempio, alcune resine 3D), passare a una siliconica a base di stagno (vulcanizzazione a condensazione). Sebbene presenti un ritiro maggiore, è notevolmente più resistente all'inibizione chimica.
3. Controllo del processo: Mantenere un ambiente di indurimento caldo e stabile (25-30°C) utilizzando un armadio climatizzato o un termoventilatore. Non accelerare mai l'indurimento con calore eccessivo, poiché potrebbe causare crepe. Garantire il rapporto corretto e un mescolamento adeguato è fondamentale per ottenere uno stampo completamente indurito e duraturo.

3. Rottura dello stampo o vita breve dello stampo
Uno stampo che si rompe dopo pochi utilizzi compromette l'efficienza produttiva e aumenta il costo unitario.
Analisi delle cause profonde:
- È stata scelta la durezza (Shore A) errata per il progetto;
- Le pareti dello stampo sono troppo sottili;
- Forza eccessiva durante la sformatura;
- Uso frequente senza una corretta pulizia o manutenzione;
Soluzioni e Tecniche Professionali:
Selezionare la durezza corretta:
- Shore A 20–30 per stampi complessi o con dettagli molto elaborati.
- Shore A 30–40 per stampi grandi e semplici.
- Assicurarsi che lo spessore della parete dello stampo sia compreso tra 5 e 15 mm;
- Utilizzare agenti distaccanti per ridurre l'attrito e lo stress;
- Pulire, asciugare e sostenere correttamente gli stampi dopo ogni utilizzo;
Scegliere la durezza appropriata e garantire un adeguato supporto può estendere notevolmente la vita utile dello stampo.

4. Deformazione dello stampo o ammaccature superficiali
Uno stampo che produce parti leggermente più piccole o deformate è spesso inutilizzabile per assemblaggi funzionali.
Analisi delle cause profonde:
- Movimento o vibrazione durante la polimerizzazione;
- Rimozione dello stampo prima che sia completamente polimerizzato;
- Modelli maestri morbidi o flessibili che si deformano sotto il peso della silicone;
- Temperature di polimerizzazione non uniformi;
Soluzioni e Tecniche Professionali:
- Gestione del calore per stampi spessi: Per blocchi più spessi di 4 cm, utilizzare un silicone formulato per sezioni profonde (indurimento più lento, minore esotermia). Versare a strati (2-3 cm di spessore), consentendo a ciascuno strato di gelificare prima di aggiungere il successivo, per dissipare il calore.
- Post-polimerizzazione obbligatoria: Dopo la sformatura al tempo raccomandato, effettuare una post-polimerizzazione controllata. Posizionare lo stampo in un forno a 60-80 °C per 1-2 ore. Questo porta a termine la reazione, stabilizza le dimensioni e migliora la resistenza allo strappo.
- La scelta del materiale è fondamentale: Per una fedeltà dimensionale assoluta (ad esempio prototipi tecnici), i siliconi additivi con catalisi al platino sono imprescindibili, offrendo un ritiro inferiore allo 0,1%.
La stabilità durante la polimerizzazione è fondamentale per ottenere dimensioni dello stampo precise.

5. Attacco dello stampo o sformatura difficoltosa
Una sformatura difficoltosa rischia di danneggiare sia il modello maestro costoso che lo stampo appena realizzato.
Analisi delle cause profonde:
- Nessun distaccante applicato;
- Materiali incompatibili (resina, metallo o alcune plastiche);
- Contaminanti come oli, polvere o rivestimenti non induriti;
- Sottofondi profondi o geometrie complesse;
Soluzioni e Tecniche Professionali:
- Applicare sempre uno strato sottile e uniforme di distaccante prima di versare la silicone;
- Utilizzare cera sigillante o un trattamento superficiale per migliorare il distacco;
- Pulire e asciugare accuratamente il modello maestro;
- Per sottofondi profondi, progettare lo stampo con più parti o zone flessibili;
- Valutare l'uso di silicone ad alta flessibilità (durezza Shore inferiore);
Una corretta preparazione del modello maestro garantisce un disincollaggio regolare e ripetibile.

Conclusione: Materiale migliore + Tecnica migliore = Stampi migliori
La silicone liquida è estremamente versatile ed eccellente per la realizzazione di stampi, ma i risultati finali dipendono fortemente da una corretta miscelazione, degasificazione, indurimento e procedura di disincollaggio. Comprendendo e prevenendo i problemi comuni sopra elencati, è possibile migliorare notevolmente la coerenza dello stampo, la riproduzione dei dettagli e la durata.
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